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I quaderni della riforma/Compositori
A colloquio con
MASSIMO LAURICELLA
Compositore, direttore
d’orchestra e pianista, dal 1986 ad oggi ottiene oltre 30 premi nei principali
concorsi internazionali di composizione. Fra gli incontri più importanti nella
sua vita di compositore vi sono stati Gyorgy Ligeti, Witold Lutoslavski, Olivier
Messiaen e Goffredo Petrassi col quale ha avuto un legame artistico ed affettivo
più profondo. Le sue composizioni sono state eseguite in tutto il mondo da
interpreti quali l’Arditti String Quartet, la Warsaw Philharmonic, L’Ensemble da
camera dei Wiener Philharmoniker, l’Orchestra Sinfonica Verdi di Milano,
l’Orchestra Sinfonica del Teatro Carlo Felice e molti altri. Ha diretto
ensembles ed orchestre in festivals europei fra cui il Mozart Festival, la
Biennale di Venezia, lo Spoleto Festival ed il suo repertorio spazia dal barocco
ai contemporanei. Insegna Elementi di composizione per Didattica della musica al
Conservatorio di Genova.
Sergio Lattes
- A che cosa serve il corso di Composizione?
Massimo Lauricella
- Davvero non saprei rispondere: non mi sono mai posto questa domanda.
SL
Esiste nel mondo del lavoro e delle professioni una “domanda” di competenze
compositive al di là di quelle rappresentate dal modello di fruizione della sala
da concerto o del teatro musicale? Quali, e come si dovrebbe farvi fronte?
ML
Secondo me questa domanda non può avere una risposta autentica. Per come ho
vissuto la musica io, e per come la vivo oggi, l’esprimersi è solo un’esigenza
interiore.
Se poi si parla di comporre, e chi compone si comincia
preoccupare di quali siano le richieste esterne del cosiddetto “mercato
musicale”, ha già perso. Sinchè un compositore tenta di esprimersi pensando a
come collocare il suo prodotto sta già scrivendo una musica non sua.
Io credo che, chiunque segue se stesso con onestà, abbia già la strada aperta
davanti a sé.
SL
Le tecniche “storiche” hanno ancora una funzione importante nella formazione
dello studente di Composizione? E che cosa intendi tu per “tecniche storiche”?
ML
Qualsiasi prodotto artistico non può prescindere da tutto quello che è stato
prodotto precedentemente e da ciò che contemporaneamente gli sta intorno: penso
che all’interno dei Conservatori e di tutti i programmi di studio e di esame
(compositivi e non) si dovrebbe dare molto più spazio allo “studiare la musica”.
Per “studiare la musica” io intendo il leggere, lo studiare
e l’analizzare tutto il possibile per cercare di arrivare a comprendere cosa
significhi il comporre e di cosa la composizione sia fatta, qualunque essa sia.
Troppo lungo sarebbe spiegare la cosa per esteso, ma penso un musicista possa
ben capire ciò che intendo. Nei miei 23 anni di insegnamento poche volte mi è
capitato di incontrare allievi che ascoltassero, leggessero ed analizzassero
musica per il piacere di farlo, per assimilarla e da lì apprendere.
Qualcuno poi (molti), per evitare questo sforzo, si “aggrappa” ai trattati: come
se, letterariamente parlando, si potesse trovare un’idea per un romanzo in un
vocabolario o in un’enciclopedia…
Per i compositori tutto questo è ovviamente ancora più
importante. Credo che, prima di scrivere, sia importante leggere ed analizzare,
perché è solo nella musica che possiamo trovare la musica.
Viceversa, mi pare che nei programmi degli esami di Composizione si chieda di
scrivere tanto e di analizzare poco. Non è un procedimento inverso a quello
naturale? Sempre letterariamente parlando, forse c’è un esempio più chiaro;
prima scrivo dei libri e poi comincio a leggerne. È un assurdo.
SL
Cito il testo relativo agli
obiettivi formativi e agli sbocchi occupazionali come definiti dal nuovo decreto
sugli ordinamenti:
Obiettivi
formativi: al termine degli studi relativi al Diploma Accademico di primo
livello in Composizione, gli studenti devono aver acquisito competenze tecniche
e culturali specifiche tali da consentire loro di realizzare concretamente la
propria idea artistica. A tal fine sarà dato particolare rilievo allo studio
delle principali tecniche e dei linguaggi compositivi più rappresentativi di
epoche storiche differenti. Specifiche competenze devono essere acquisite
nell’ambito della strumentazione, dell’orchestrazione, della trascrizione e
dell’arrangiamento. Tali obiettivi dovranno essere raggiunti anche favorendo lo
sviluppo della capacità percettiva dell’udito e di memorizzazione e con
l’acquisizione di specifiche conoscenze relative ai modelli analitici della
musica ed alla loro evoluzione storica. Al termine del Triennio gli studenti
devono aver acquisito una conoscenza approfondita degli aspetti stilistici,
storici ed estetici generali e relativi allo specifico ambito compositivo. Al
termine degli studi, con riferimento alla specificità del corso, lo studente
dovrà possedere adeguate competenze riferite all’ambito dell’improvvisazione. E’
obiettivo formativo del corso anche l’acquisizione di adeguate competenze nel
campo dell’informatica musicale nonché quelle relative ad una seconda lingua
comunitaria.
Prospettive occupazionali. Il corso offre
allo studente possibilità di impiego nei seguenti ambiti:
-
Composizione musicale
- Trascrizione musicale
- Arrangiamento musicale
Questa invece è la declaratoria del settore disciplinare
“Composizione” come definita dal nuovo decreto sui settori disciplinari:
Il settore si occupa degli
aspetti compositivi in musica, comprendendo sia l’accezione della composizione
originale, sia quella dell’elaborazione, della trascrizione, dell’arrangiamento
e dell’improvvisazione. In particolare mira a sviluppare, attraverso l’analisi e
l’esercizio compositivo, le competenze storico-stilistiche e linguistiche in
campo melodico, ritmico, armonico, contrappuntistico, timbrico, nonché le
competenze tecnico-espressive relative all’uso della voce e di ogni organico
strumentale anche abbinato all’elettronica. Fondamentale aspetto di questo
settore è lo studio delle forme compositive e delle tecniche della comunicazione
musicale.
e questi i campi disciplinari relativi al medesimo settore:
-
Composizione
-
Analisi compositiva
-
Tecniche
contrappuntistiche
-
Elaborazione, trascrizione
e arrangiamento
-
Sistemi armonici
-
Forme, sistemi e linguaggi
musicali
-
Strumentazione e
orchestrazione
-
Tecniche compositive
-
Tecniche
dell'improvvisazione
n.b.: oltre al settore disciplinare “Composizione” sono
presenti i seguenti altri settori: “Composizione musicale elettroacustica”,
“Composizione per la musica applicata alle immagini”, “Composizione polifonica
vocale”, “Composizione jazz”, “Strumentazione e composizione per orchestra i
fiati”.
Alla luce di queste definizioni, entro le quali ogni
istituzione dovrà “disegnare” il proprio triennio, come ti piacerebbe che fosse
quello del tuo istituto?
ML
A me sembra che questa
quantità enorme di termini e definizioni serva solo a far sembrare tanto
farraginoso un concetto più semplice: “dobbiamo formare musicisti più completi
ed aggiornati di quanto si sia fatto sinora”.
Nella pratica poi, in classe, è tutto molto più semplice di come è scritto nei
decreti, ma, allo stesso tempo, è molto più difficile di quanto sembri poiché
non abbiamo a che fare con dei “contenitori di nozioni”, ma con delle persone
che cercano il loro modo di esprimersi.
(dicembre 2009) |