|
Gli incontri di ANVUR con le istituzioni Afam
Un resoconto dell'incontro di Genova (27 gennaio
2014)
di Claudio Proietti
direttore del Conservatorio "N. Paganini" di Genova
ANVUR ha
promosso recentemente una
serie di incontri con le istituzioni Afam, riunite per gruppi
interregionali, per presentare ai componenti dei nuclei di valutazione e ai
docenti degli istituti stessi i criteri e le proposte di schede di
valutazione che sono stati elaborati dal gruppo di lavoro sull'Afam,
istituito nell'ambito della stessa agenzia nel corso del 2013. Quello che
segue è un breve resoconto di uno di questi incontri, svoltosi presso il
Conservatorio di Genova e destinato alle istituzioni del Nord-Ovest.
Per maggiori informazioni sul gruppo di lavoro ANVUR-AFAM, rimandiamo al
sito dell'ANVUR e alla scheda
che abbiamo messo a disposizione su questo sito nei mesi scorsi.
Il 27 gennaio il Conservatorio "Niccolò
Paganini" di Genova ha ospitato uno degli incontri programmati da Anvur
(Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca)
per presentare i risultati del gruppo di lavoro che negli ultimi mesi si è
dedicato a definire criteri di valutazione e schede di raccolta-dati
specifici per il sistema Afam. L’incontro genovese era indirizzato
prioritariamente alle istituzioni del Nord-Ovest e vi hanno preso parte
componenti dei nuclei di valutazione, direttori, docenti, personale
amministrativo. I relatori erano Luisa Ribolzi, vicepresidente del Consiglio
direttivo dell’Anvur, Paolo Troncon, direttore del Conservatorio di
Castelfranco Veneto e presidente della Conferenza dei direttori dei
Conservatori, Mariella Perucca, direttore della Scuola di Comunicazione e
Valorizzazione del Patrimonio Artistico dell’Accademia di Brera di Milano,
Ettore Borri, già direttore del Conservatorio di Novara e “storico” esperto
della valutazione in ambito europeo.
E’ noto come la valutazione delle istituzioni del comparto Afam, e
particolarmente dei Conservatori e degli ex Imp, comporti una serie di
problematiche delicatissime che toccano alcune delle specificità più
peculiari e distintive della formazione in ambito artistico (p. e. il
rapporto individuale docente-studente o l’età di avvio dei percorsi
formativi professionalizzanti) e che richiedono strumenti di lettura diversi
rispetto al sistema universitario. Scopo del lavoro del gruppo è stato
proprio quello di impostare una riflessione su questi temi e cominciare a
individuare alcuni elementi utili per la definizione di standard condivisi
da tutte le istituzioni del comparto.
Il primo obiettivo è stato dunque quello di predisporre alcune schede per la
raccolta di informazioni sul “funzionamento” dell’istituzione le quali siano
innanzitutto utili al rispettivo nucleo di valutazione per la stesura della
relazione annuale. In tal modo si prefigurano due altri possibili risultati,
estremamente positivi nel quadro di grande disomogeneità del sistema
dell’alta formazione musicale: ciascuna istituzione saprà quali elementi
caratteristici della propria attività vengono considerati essenziali per
stabilire un criterio di buon funzionamento; il Miur avrà un quadro
attendibile e confrontabile delle singole realtà operanti su tutto il
territorio nazionale.
Nell’incontro genovese, dopo una breve introduzione di Luisa Ribolzi
dedicata a tracciare un quadro generale della situazione e delle
prospettive, sono state illustrate e commentate nel dettaglio le due schede
sin qui elaborate.
La prima riguarda informazioni generali sull'istituzione che eroga i corsi
(caratteristiche di base, organizzazione e normativa, organico del personale
e popolazione studentesca, organizzazione della didattica, politiche e
servizi per gli studenti, relazioni internazionali, convenzioni, spazi per
didattica e studio, musei e biblioteche, trasparenza e informazione,
assicurazione della qualità, occupabilità).
La seconda scheda è dedicata a ciascuno dei corsi di studio attivati
dall’istituzione del quale si forniscono tutte le informazioni relative alla
normativa di riferimento, alle sedi di svolgimento, alla gestione e
all’organizzazione, alle docenze e alla comunicazione.
Una terza scheda, già predisposta per le Accademie di Belle Arti e ancora in
fase di elaborazione per i Conservatori, riguarda le attività di produzione
che contribuiranno in modo decisivo, in analogia alle attività di ricerca
per le università, a definire il profilo dell’istituzione.
Alla presentazione è seguito un dibattito in cui alcuni rappresentanti dei
nuclei di valutazione, direttori e docenti presenti nel pubblico hanno
esposto una serie di problemi legati a meglio distinguere le responsabilità
e i compiti dei nuclei stessi nella raccolta dei dati richiesti dalle
schede. In seguito il dibattito si è allargato a importanti tematiche che
suscitano sempre un’accesa attenzione nel settore Afam, come la definizione
di ricerca in ambito artistico-musicale, e la rilevanza numerica e
metodologica della cosiddetta fascia preaccademica.
Per tutti gli argomenti trattati l’impegno dei relatori è stato quello di
tenere in considerazione i suggerimenti ricevuti, in vista delle successive
elaborazioni delle schede. Così come di risolvere al più presto il quesito
più urgente al quale ancora non è stato possibile dare risposta: se le
schede in corso di elaborazione potranno (dovranno) essere utilizzate dai
Nuclei di valutazione già in occasione delle relazioni annuali che saranno
inviate al Ministero nei prossimi mesi, oppure diventeranno utilizzabili nel
2015.
febbraio 2014
>>torna alla home page
>>torna a
"Interventi" |