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Il
ministro Stefania Giannini al Senato: scarsa attenzione da parte della politica
Pubblichiamo qui lo stralcio
dedicato al settore Afam dall'intervento del ministro Giannini al Senato
"comunicazioni del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca
sulle linee programmatiche del suo Dicastero" pronunciato alla 7.a Commissione
del Senato il 1 aprile 2014. Nell'intervento anche un riferimento all'istruzione
musicale di base nella scuola.
Se son rose....
[...] rinvia nuovamente, per motivi di tempo,
alla relazione scritta, intendendo dedicare l'ultima parte del suo intervento al
settore dell'Alta formazione artistica e musicale (AFAM). Al riguardo,
nell'esprimere rammarico per la scarsa attenzione dedicata al comparto negli
ultimi anni da parte di una politica a volte inopinatamente distratta, rammenta
che gli studenti nel complesso sono più di 80.000, mentre i docenti sono
approssimativamente 5.400. La mobilità internazionale, le iniziative
promozionali, i premi testimoniano una grande vivacità di alcune istituzioni,
incluse quelle private, cui tuttavia non corrisponde una adeguata funzionalità
organizzativa.
Ad esempio, il reclutamento è bloccato da un
quindicennio, con il risultato di un elevatissimo tasso di precariato e di
conflittualità, con commissariamenti frequentissimi.
Alla autonomia, che in linea di principio
dovrebbe accostare il modello AFAM a quello universitario, corrisponde del resto
una forte centralizzazione nella distribuzione delle risorse, nella nomina degli
organi e financo nel reclutamento.
A fronte di questa situazione, che rischia
oramai di far definitivamente collassare questo settore, il Ministro assicura
dunque il proprio impegno sulle quattro voci già indicate come fondamentali per
gli altri settori: la semplificazione, la programmazione, la valutazione e
l’apertura.
Prima di tutto, la governance del
sistema va profondamente rivista e vanno definiti i rispettivi poteri degli
organi di indirizzo e di quelli gestionali, rivedendo il rapporto fra
rappresentanza didattica da un canto, vertice politico e vertice amministrativo
dall’altro.
Va poi affrontato il riordino dei canali di
immissione in ruolo e di abilitazione; la distribuzione delle risorse, nel mondo
AFAM così come per la scuola e l’università, non dovrebbe più avvenire secondo
criteri storici, bensì dovrebbe essere correlata alle dimensioni e alle attività
degli istituti.
In materia di valutazione, reputa opportuno
adottare criterî rigorosi, fornendo precise regole per l’accreditamento ex
ante e la valutazione ex post dei corsi di studio. Inoltre, andranno
seguiti parametri fissi e riconosciuti anche a livello internazionale, con
particolare riguardo per le numerose istituzioni private che chiedono il
riconoscimento legale.
Infine, un sistema aperto di Accademie e
Conservatori deve contemplare, a suo giudizio, forme di mobilità che prevedano
lo scambio di esperienze della docenza ma anche l’ingresso di talenti
dall’estero che portino nuova linfa nei nostri istituti.
Nel concludere il proprio intervento, il
Ministro tiene a sottolineare l'importanza di definire un corretto rapporto fra
istruzione musicale di base, che dovrebbe a suo avviso essere sempre più
integrata nella didattica scolastica, e formazione universitaria, da affidare
interamente al sistema delle Accademie e dei Conservatori.
aprile 2014
Il testo completo dell'intervento del ministro al Senato>>
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